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I Giovani e l’HIV
22-12-2014 | Biblioteca del Senato - “Giovanni Spadolini” - Sala degli Atti parlamentari - Piazza della Minerva, 38 - Roma - ore 10.30

L’infezione da HIV/AIDS non è affatto scomparsa. In base ai dati divulgati dal Ministero della Salute ogni anno in Italia circa 3500 persone scoprono di aver contratto il virus dell’HIV, ma rispetto a dieci anni fa i nuovi contagi non riguardano più in prevalenza soggetti che hanno comportamenti considerati a rischio (omosessuali o tossicodipendenti); nell’80,7% dei casi il contagio è attribuibile a contatti sessuali non protetti e tra questi la maggioranza riguarda rapporti eterosessuali. In oltre un terzo dei casi si scopre di essere positivi quando le difese immunitarie sono ormai compromesse perdendo la possibilità di trattare l’infezione in tempo utile. 64 mila sono i casi di AIDS segnalati in Italia dal 1982, quasi 40mila i deceduti. Nel 2011 in Italia  oltre il 50% di persone è arrivata allo stadio di AIDS conclamato ignorando la propria sieropositività. Dai dati relativi al 2013, in Italia risultano 1016 nuovi casi di infezione e 3608 nuove diagnosi, di cui l’84% deriva da rapporti sessuali non protetti, con un aumento in particolare dei contagi tra i più giovani. L’obiettivo è quello di rinnovare l’impegno della lotta contro l’HIV - e di conseguenza contro varie malattie sessualmente trasmesse - per raggiungere la quota del 90% nella prevenzione, diagnosi, nell’accesso ad adeguati trattamenti terapeutici e ad una corretta informazione. Riguardo alle terapie contro l’infezione da HIV, con i nuovi farmaci l’aspettativa di vita è ampiamente aumentata, e questo sottolinea l’importanza di un supporto non solo sanitario ma anche sociale, che permetta di eliminare lo stigma, ancora presente nell’immaginario inconscio collettivo.