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Le Malattie Cardiovascolari: I Successi e le Sfide Attuali
30-09-2014 | Sala del Refettorio - Biblioteca della Camera dei Deputati - Via del Seminario, 76 - Roma - ore 10.30

Negli ultimi anni abbiamo assistito a progressi spettacolari nella prevenzione e nel trattamento delle malattie cardiovascolari.

Questo Convegno fa il punto della situazionesui successi ottenuti ed anche sulle sfide per il futuro.

Studi epidemiologici hanno dimostrato che circa il 90% delle malattie cardiovascolari ha cause ambientali che possono essere corrette con uno stile di vita appropriato e un’adeguata terapia farmacologica laddove necessaria.

Tuttavia la prevalenza dei fattori di rischio nella popolazione rimane ancora alta e sono pertanto necessari sforzi ulteriori per applicare al meglio le conoscenze finora acquisite. Inoltre sono necessari ulteriori investimenti per conoscere le cause delle malattie cardiovascolari nel 10% dei casi non spiegati dai fattori di rischio noti.

Anche nel trattamento dell’infarto, che si verifica quando la prevenzione primaria ha fallito, sono stati fatti progressi spettacolari: negli ultimi decenni la mortalità intraospedaliera si è ridotta di ben 5 volte. Tuttavia il rischio di recidive nel primo anno dopo l’infarto è di circa il 15-20%. E’ pertanto necessario migliorare le nostre conoscenze delle cause dell’infarto per migliorarne ulteriormente la prognosi a distanza.

Per quanto riguarda lo scompenso cardiaco, che si manifesta quando la prevenzione primaria e secondaria non sono state in grado di contenere il danno cardiaco, l’introduzione di terapie farmacologiche che contrastano i circoli viziosi innescati dalla riduzione della funzione cardiaca hanno consentito di ottenere un netto miglioramento della prognosi.

Tuttavia, negli stadi più avanzati dello scompenso la prognosi rimane grave e simile a quella dei pazienti con neoplasie avanzate. Nel trattamento dei pazienti con scompenso grave trova sempre più posto l’utilizzazione dell’assistenza ventricolare sinistra (il “cuore artificiale”) e sono sempre alte le attese per l’utilizzazione delle cellule staminali.

Un’altra importante malattia cardiovascolare è l’ictus cerebrale.

L’introduzione della somministrazione precoce dei farmaci fibrinolitici ha consentito di ottenere un miglioramento spettacolare sia della mortalità che della disabilità associata all’ictus. Tuttavia, la percentuale di pazienti che giunge al ricovero in tempo per ricevere questa forma di trattamento è ancora bassa. Inoltre, ancore molto rimane da fare per migliorare la prevenzione dell’ictus criptogenetico.

Infine, è importante menzionare che in un’elevata percentuale di casi l’esordio delle malattie cardiache è la morte improvvisa. Anche in questo caso molto è stato fatto con la diagnosi precoce delle miocardiopatie aritmgene e con la diagnosi genetica delle “chanelopathies” ma, ancora una volta, molto rimane da fare.