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Può il fumo fare più male?
11-12-2012 | Senato della Repubblica - Sala palazzo Bologna - Via di S. Chiara 4 - Roma - ore 15.00 - 18.30

 

Il fumo fa male, per questo è necessario che produzione e vendita dei prodotti del tabacco siano controllate e  estite in maniera responsabile, consentendo che tali attività restino nell’alveo del mercato legale e offrendo ai consumatori la possibilità di scegliere anche prodotti del tabacco meno rischiosi della sigaretta. 

Ciò è possibile solo con una regolamentazione equilibrata e bilanciata, che non sembra essere l’obiettivo della Direzione Generale Salute e Consumatori (DG SANCO) della Commissione Europea nel processo di revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco. 

Infatti, le misure attualmente al vaglio, quali standardizzazione del prodotto e del pacchetto, danneggerebbero la filiera legale (che occupa oltre 200 mila addetti) senza ridurre il consumo e incentiverebbero contrabbando e contraffazione. 

La DG SANCO, inoltre, non sembra voler approfondire il dibattito relativo ai prodotti a rischio ridotto. 

L’approccio della DG SANCO rischia di scardinare sistemi equilibrati di regolamentazione come quello italiano, che fino ad oggi ha garantito un costante calo del numero dei fumatori e il mantenimento di contrabbando e contraffazione a livelli stabilmente bassi, nonché una crescita progressiva delle entrate erariali. 

E’ allora possibile che l’Italia, nell’ambito del processo di revisione della Direttiva, si faccia promotrice di un approccio più equilibrato che si è dimostrato essere più efficace rispetto a politiche eccessivamente restrittive quali quelle al vaglio della DG SANCO? 

 

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